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Anche
quest’anno abbiamo voluto trascorrere le nostre vacanze
invernali in Messico, stavolta con l’idea di visitare uno
dei posti dove da tempo volevamo recarci: la famosa Barranca
del Cobre! Si tratta di un gruppo di oltre 20 canyons
scavati nella Sierra Tarahumara da almeno sei fiumi
nell’arco di 40 milioni di anni; l’insieme dei canyons è
quattro volte più grande di quello dell’Arizona e nove di
essi sono anche più profondi.
Siamo atterrati
a Città del Messico il 31 Dicembre 2006 e il giorno
successivo siamo ripartiti con un volo interno per
Chihuahua, a circa 2 ore di volo dalla capitale (N.B: le
indicazioni sugli alberghi dove abbiamo alloggiato e i
relativi costi, oltre che alcuni consigli generici sono
riportati alla fine del racconto di viaggio).
Chihuahua è una
città molto grande e industriale che la maggior parte dei
turisti visita solo perché si tratta del capolinea di monte
della Ferrovia Chihuahua-Pacifico, conosciuta in Messico con
il nome di Ferrocarril Chepe. Questa ferrovia, lunga 655 km,
collega la città di Chihuahua, ubicata ad una quota di circa
1400 metri, a Los Mochis lungo la costa pacifica; la
ferrovia è stata aperta nel 1961 dopo decenni di durissimo
lavoro e rappresenta un’opera di ingegneria di alto livello,
con i suoi 36 ponti e le sue 86 gallerie scavate nella
roccia. L’unico mezzo per visitare interamente questa
regione è utilizzare il treno ed è per questo che noi, alle
6.30 del mattino del 2 gennaio, ci siamo presentati alla
biglietteria di Chihuahua per acquistare il nostro
biglietto.
Ogni giorno
partono contemporaneamente da Chihuahua e Los Mochis 2
treni: il treno di prima classe (Primera Express) parte alle
6 del mattino ed impiega circa 14 ore per arrivare a
destinazione, mentre il treno di seconda classe (Clase
Economica Turistica) parte alle 7 ed impiega molte più ore,
anche perché compie un numero maggiore di fermate ed è
quindi quasi sempre in ritardo. Noi li abbiamo provati
entrambi e vi posso assicurare che non ci sono differenze
sostanziali tra i due treni per quanto riguarda la comodità:
sono entrambi riscaldati (o condizionati d’estate), i sedili
sono comodi e reclinabili, i bagni sono puliti, l’unica
diversità è che sul treno di prima classe ci sono un ampio
vagone ristorante ed un vagone bar, mentre su quello di
seconda classe c’è solo un piccolo snack bar.
Il costo per
l’intera tratta sul treno di prima classe è di 101 €, mentre
è di 51 € per quello di seconda classe. Lungo la tratta ci
sono diverse località dove vale la pena fermarsi: al momento
di comprare il biglietto, quindi, bisogna sapere in quale
località si vuole fare tappa, in modo da poter acquistare il
biglietto relativo alla tratta interessata.
Noi abbiamo
deciso di fermarci come prima tappa a Creel, un
paesino a circa 2300 metri di quota, da dove parte l’unica
strada asfaltata che permette di visitare i canyons andando
fino a Batopilas, che si trova a circa 140 km di distanza e
ad una quota più bassa di ben 1800 metri.
Il treno
impiega circa 5 ore tra Chihuahua e Creel ed il paesaggio è
relativamente interessante, in quanto non si ha ancora la
vista spettacolare dei canyons che si può ammirare a partire
dalle fermate successive a Creel. Si attraversano ampi
altopiani con rare casette, pascoli con mandrie di bovini e
grandissimi frutteti di mele, che noi abbiamo visto innevati
a causa della neve che era caduta pochi giorni prima.
Arrivati a Creel verso le 13 abbiamo subito preso possesso
della nostra camera e nel pomeriggio abbiamo partecipato ad
una breve escursione nei dintorni di Creel. Purtroppo il
tempo non era bello, pioveva forte ed è anche grandinato,
quindi non abbiamo potuto apprezzare al meglio la bella
cascata Cusarare ed il Lago Arareko.
Ci siamo
accordati per il giorno successivo per una escursione più
lunga a Batopilas, ma non abbiamo fatto i conti con il tempo
inclemente. Infatti nella notte è nevicato abbondantemente
ed al mattino, più che in Messico, ci sembrava di essere
sulle Alpi durante la settimana bianca! La neve caduta e la
temperatura rigida ci hanno costretti a malincuore a
rinunciare all’escursione, in quanto troppo pericoloso
girare sulle strade invase dalla neve e per di più
ghiacciate.
Abbiamo quindi
deciso di riprendere il treno e spostarci a Posada
Barranca, due fermate dopo rispetto a Creel (poco meno
di 2 ore). Il treno da Chihuahua è arrivato con più di 2 ore
di ritardo a causa della neve sui binari, ma lo spettacolo
che si godeva dal nostro comodo vagone era veramente
meraviglioso… per di più era uscito uno splendido sole!
Arrivati a Divisadero… finalmente ecco i canyons! Ogni treno
sosta a Divisadero per circa 15 minuti, per permettere ai
passeggeri che non si fermano qui di godere la vista
mozzafiato e di scattare qualche fotografia.
Divisadero e
Posada Barranca sono semplici villaggi, però offrono una
serie di sistemazioni di lusso e più a buon mercato che
permettono di godere dell’impareggiabile panorama dei
canyons. Alle stazioni si trovano anche i mercatini che le
popolazioni indigene del luogo approntano all’arrivo dei
treni, offrendo i loro prodotti di artigianato, articoli in
legno e in vimini, bei tessuti colorati, collane, bamboline,
ecc. Questi indios, che vengono chiamati Tarahumara, vivono
nei canyons in grotte o capanne in legno. Le donne si
occupano di intagliare oggetti in legno e di vendere i loro
articoli ai turisti; sono bellissime con i loro abiti
colorati e le ampie gonne sovrapposte! Ogni giorno,
all’arrivo dei treni, salgono dalle loro capanne lungo
ripide scalinate intagliate nella roccia, portando i cesti
contenenti i loro articoli e i bambini legati sulla schiena.
Questo popolo è conosciuto per la sua capacità di correre su
lunghe distanze ed infatti loro stessi si definiscono
“raramuri” che significa “coloro che corrono veloci”. A
causa della particolare conformazione del territorio in cui
vivono, i Tarahumara sono stati isolati per molto tempo ed
hanno mantenuto tradizioni antichissime, ancora oggi
seguite.
Nel pomeriggio
abbiamo partecipato ad una escursione organizzata dal nostro
albergo, che ci ha permesso di vedere i canyons da diversi
punti di vista e di conoscere un po’ meglio i Tarahumara.
Abbiamo scattato decine di fotografie ai paesaggi… valeva
veramente la pena arrivare fino a là!!
Il giorno
successivo ci siamo recati nuovamente in stazione per
prendere il treno che ci avrebbe portati fino a Los Mochis.
Stavolta abbiamo deciso di provare il Primera Express, più
che altro perché parte prima e attraversa la zona dei
canyons quando è ancora giorno. Così abbiamo trascorso le
successive 7 ore ad ammirare i meravigliosi paesaggi dal
finestrino, a scattare fotografie e a chiacchierare con gli
altri passeggeri. Alcuni dei famosi ponti sono davvero
spettacolari, quando li si attraversa si prova un po’ di
timore nel vedere il fondovalle così lontano sotto il treno…
Man mano che ci
si avvicina alla costa pacifica, le valli diventano sempre
più ampie e i fiumi più grandi ed alla fine, verso le 21,
finalmente il treno si ferma alla stazione di Los Mochis. Un
po’ stanchi, ma con la mente piena di quello che avevamo
visto, ci siamo recati all’albergo per un meritato riposo.
Il giorno
successivo siamo andati all’aeroporto di Los Mochis per
vedere se c’era un volo per Guadalajara; l’alternativa per
riavvicinarsi a Città del Messico è prendere l’autobus, ma
sono necessarie circa 14 ore fino a Guadalajara (dalla quale
poi occorrono ancora più di 8 ore per raggiungere la
capitale) ed il costo del biglietto aereo non è di molto
superiore a quello del bus. Ogni giorno ci sono diversi voli
su varie destinazioni ed è possibile recarsi direttamente
all’aeroporto, chiedere i costi delle varie compagnie e
acquistare il biglietto. L’unico volo con posti liberi
partiva verso le 17 (costo del biglietto circa 100 €) e
quindi abbiamo deciso di trascorrere la giornata facendoci
portare da un taxi al mare.
Los Mochis,
infatti, si trova a circa 20 km dal mare e la località dove
ci ha portato il nostro taxista si chiama Maviri. E’
una lunga spiaggia affacciata su un mare calmissimo (si
tratta del Mar di Cortez compreso tra la costa pacifica e la
Baja California), con alcuni ristorantini e bar dove si può
mangiare qualcosa. E’ qui che abbiamo fatto il nostro primo
bagno e gustato il nostro primo filetto di pesce ed una
buonissima limonata naturale, fatta spremendo i piccoli lime
verdi che si trovano in Messico.
All’ora
stabilita, il taxista è tornano a riprenderci per riportarci
all’aeroporto e da qui abbiamo volato a Guadalajara,
dove siamo atterrati in tempo per fare due passi e andare a
dormire.
Nonostante si
tratti di una delle città più grandi del Messico,
Guadalajara ha un bel centro storico a misura d’uomo, dove
si possono fare belle passeggiate visitando i moltissimi
edifici coloniali presenti. Consiglio la visita all’Istituto
Cabañas, un antico orfanotrofio ottocentesco utilizzato nel
tempo anche come ospedale e prigione, che ospita una
cappella affrescata con i murales di José Clemente Orozco,
uno dei più famosi artisti messicani insieme a Diego Rivera
e David Alfaro Siquerros.
Un modo
particolare di visitare la città è prendere un autobus
Tapatio, che offre un tour di circa un paio di ore con
commento audio in cuffia (c’è anche il commento in italiano)
a 100 pesos (7 €).
Da Guadalajara
abbiamo affittato una macchina per poter visitare la costa
pacifica messicana e rilassarci qualche giorno al mare.
Molti autonoleggi hanno sede anche in città, ma è forse più
comodo recarsi all’aeroporto e dare un’occhiata alle diverse
offerte tra le molte compagnie presenti. Noi abbiamo scelto
la canadese Thrifty, che ci ha offerto una Clio nuova di
zecca per 30 € al giorno tutto compreso.
Siamo quindi
partiti con direzione sud sulla strada a pagamento; in
Messico esistono strade a pagamento (indicate con il
cartello “cuota”) che sono simili alle nostre superstrade,
con due corsie per ogni senso di marcia e lungo le quali la
velocità massima è di 110 km/ora. Periodicamente si trovano
dei caselli (caseta de cobro) dove si paga il pedaggio.
Bisogna dire che sono abbastanza care per gli standard
messicani ed infatti sono assai poco frequentate, però fanno
risparmiare un bel po’ di tempo. Per andare da Guadalajara
alla costa abbiamo impiegato circa 5 ore, però la strada è
molto bella e panoramica, si passa anche vicino a due grandi
vulcani, il Volcan de Fuego e il Nevado de Colima, il primo
dei quali con un bel pennacchio di fumo bianco…
La nostra
intenzione era di fermarci a Barra de Navidad, in quanto
avevamo letto fosse una località tranquilla; invece al
nostro arrivo abbiamo trovato troppe persone, macchine e
traffico, quindi ci siamo spostati a San Patricio Melaque,
che si trova a pochi km più a nord. Questo paesino era più
tranquillo e ci siamo fermati un paio di giorni sulla lunga
spiaggia, oziando e facendo il bagno.
Da qui è
possibile visitare alcune spiagge, raggiungibili comodamente
se si dispone di un’auto a noleggio. Tra queste, consiglio
la grande Playa Tenacatica e la famosa spiaggia di
Chamela, che si trova a una ventina di minuti di
distanza e di cui tutti parlavano bene. La baia di Chamela è
molto ampia (La Lonely Planet riporta 11 km di larghezza);
noi siamo scesi verso il mare in corrispondenza del cartello
segnaletico e siamo arrivati in una baietta molto piccola e
raccolta, circondata da rocce nere con enormi cactus e con
acque azzurre e tranquille che invitano alle nuotate… una
meraviglia! Sulla spiaggia c’è solo un ristorantino, dove si
può mangiare o bere qualcosa.
Ci siamo poi
spostati a Punta Perula, un’altra bella spiaggia con
un paesino veramente tranquillo e con ritmi di vita
sonnacchiosi… non presentatevi al ristorante dopo le 20
perché nessuno vi darà da mangiare!
Il successivo
spostamento ci porta in direzione nord verso Puerto
Vallarta. Non avevamo intenzione di fermarci in questa
affollata località amata dagli americani e dai gay; la
grande baia, Bahia de Banderas, doveva essere splendida
prima che la deturpassero con una fila interminabile di
palazzoni e alberghi, tanto che passando dalla strada la
spiaggia non è mai visibile. Non era posto per noi, ma
siccome era ormai sera, abbiamo cercato qualcosa di un po’
più tranquillo dove dormire. Ci siamo fermati quindi a
Bucerias, un piccolo quartiere turistico a nord di
Puerto Vallarta, dove ci sono alberghi più economici e
ristorantini. La spiaggia non è proprio niente di speciale.
Da qui abbiamo
deciso di andare alla punta estrema della baia (Punta
Mitia), uno dei punti da cui partono le barche dirette al
largo della baia per ammirare le balene. Infatti, nel
periodo tra novembre ed aprile, la Bahia de Banderas è
affollata dalle megattere, che vengono qui ad accoppiarsi,
riprodursi e a svezzare i piccoli, prima di ripartire verso
nord.
Le escursioni
si fanno a bordo di piccole imbarcazioni che costano sempre
circa 1000-1200 pesos (circa 70-84 €), quindi più persone
siete e meno pagate. La nostra barca ci ha portati alle
vicine Islas Marietas, un gruppo di isolotti desertici e
spazzati dal vento, abitati da una foltissima comunità di
uccelli di tutti i tipi: gabbiani, pellicani, cormorani e le
famose sule dalle zampe azzurre, che avevo visto solo nei
documentari in televisione. Da qui ci siamo diretti al
largo, incontrando una tartaruga marina che nuotava
placidamente e finalmente abbiamo avvistato un’intera
famiglia di balene, composta da mamma, papà e piccolo
balenottero (che comunque era più grande della nostra
barca…). Le abbiamo seguite ed ammirato le loro evoluzioni,
la grande coda che esce dall’acqua per darsi una spinta ed
immergersi ed il rumore del loro respiro… consiglio a tutti
gli amanti della natura questa escursione, è veramente una
emozione indescrivibile! Per finire in bellezza, al rientro
alla spiaggia abbiamo anche avvistato un gruppo di delfini!
Spostandoci
ancora verso nord, ci siamo fermati a Chacala,
un’altra località marina con un piccolo paesino e una bella
spiaggia dove poter fare il bagno in mezzo ai pellicani ed
ad uccelli di ogni genere. Anche da qui si possono visitare
altre spiagge, come Playa Platanitos e la bella (e molto
ventosa) Playa las Tortugas.
Infine,
terminati i nostri giorni di ozio al mare, siamo rientrati a
Guadalajara per restituire l’auto e prendere il bus per
Guanajuato, la successiva città che volevamo visitare.
Occorrono circa 3 ore e mezza per andare da Guadalajara a
Guanajuato con i mezzi della Primera Plus, una delle
compagnie di trasporti che collegano le città messicane. Si
tratta di bus veramente molto comodi, con i sedili
reclinabili, c’è anche la televisione per poter vedere un
film e viene offerta persino una merenda con panino e
bibita. Il costo del biglietto di questa tratta è di 246
pesos (circa 17 €).
Guanajuato,
che si trova a circa 2000 metri di quota, è veramente una
città particolare, che consiglio di visitare. E’ stata
fondata nel 1559 quando nelle colline circostanti era stata
scoperta una delle ricchezze in oro ed argento più
importanti del Messico. I suoi filoni di argento sono stati
sfruttati per 250 anni di seguito e ancora oggi ci sono
miniere nelle quali si estrae il metallo, anche se in
quantità molto più ridotte.
Guanajuato è
costruita lungo i ripidi versanti di una gola ed è
caratterizzata da una serie di stradine strette che
serpeggiano tra le colline e penetrano nel sottosuolo in una
serie di gallerie scavate nella roccia. In pratica, la città
è costruita su tre livelli: in quello superiore ci sono gli
edifici e si passeggia, nel livello intermedio passano le
automobili e più in basso scorre il Rio Guanajuato, che
originariamente attraversava la città causando numerose
esondazioni catastrofiche (il livello raggiunto dalle acque
nell’esondazione del 1907 è indicata su quasi tutti gli
edifici).
Ci sono
moltissime cose da vedere, consiglio anche di partecipare ad
un tour in pulmino che dura circa 2-3 ore e che permette di
conoscere la città e la sua storia. Vi basta passeggiare in
una delle sue piazze per essere avvicinati da qualcuno che
vi offre questi tour al costo di circa 100 pesos a testa (7
€).
La città è
sovrastata da una collina che ospita la statua del Pipila,
uno degli eroi della guerra di indipendenza messicana del
1810; da qui si gode di una straordinaria vista
sull’intreccio di edifici coloniali, casette colorate,
chiese e stradine che costituiscono Guanajuato. Si può
salire a piedi grazie ad una scalinata o anche con la
funicolare.
Il successivo
trasferimento ci ha portato a San Miguel de Allende,
che si trova ad 1 ora e mezza di bus. Questa incantevole
città, nota per il suo clima piacevole tutto l’anno, ospita
una folta comunità di stranieri che si sono stabiliti a
vivere qui; addirittura è stata classificata come una delle
20 migliori località al mondo in cui andare a vivere una
volta in pensione! La Plaza Principal, chiamata Jardìn, è il
cuore della città con la sua chiesa in stile gotico di
colore rosa, visibile anche da molto lontano. Anche qui il
modo migliore per conoscere la città è camminando,
perdendosi nei suoi vicoli e tra le sue chiese.
Nei dintorni di
San Miguel ci sono numerosi stabilimenti di acque termali,
piscine più o meno grandi con acqua calda, raggiungibili in
10-15 minuti di taxi. Noi siamo stati alla Gruta, uno
dei più caratteristici. Ci sono alcune piscine all’aperto
con acqua tiepida ed una ampia caverna alla quale si accede
tramite un tunnel, dove l’acqua si fa via via più calda. Il
tutto è circondato da prati dove si può prendere il sole e
c’è anche un ristorante dove si può mangiare qualcosa. Il
costo di ingresso è di 80 pesos (5.6 €)
Purtroppo, come
tutte le cose belle, anche la nostra vacanza stava per
finire. Non ci rimaneva altro che prendere l’ennesimo bus
per Città del Messico, che da San Miguel è raggiungibile in
circa 3 ore e mezza e trasferirci all’aeroporto per il volo
di rientro.
Anche stavolta,
come sempre, hasta la vista Mexico!
Riporto di
seguito alcuni consigli pratici.
BARRANCA DEL
COBRE – CONSIGLI PRATICI
Se dovessi
rifare la stessa vacanza, probabilmente ripercorrerei il
tragitto del Ferrocarril Chepe al contrario, cioè da Los
Mochis a Chihuahua. In questo modo si attraversano i
paesaggi più belli con le luci del giorno, lasciando il
tratto meno spettacolare (tra Creel e Chihuahua) quando il
sole è già calato.
Se siete in
vacanza in inverno, cioè nello stesso periodo in cui ci
siamo stati noi, una cosa da tenere presente è che con la
differenza di temperatura tra esterno ed interno, i
finestrini dei vagoni tendono ad appannarsi.
Misteriosamente, alcuni non si appannano, quindi vi
consiglio di salire e di dare una rapida occhiata ai
finestrini, in modo da poter scegliere quello meno
appannato, altrimenti correte il rischio di non vedere nulla
del panorama! Una volta che è passato il bigliettaio e che
vi ha assegnato il numero del posto a sedere, è molto
difficile riuscire a cambiarlo (i bigliettai sono parecchio
fiscali), quindi cercate un buon posto appena saliti.
I finestrini
dei vagoni non si possono abbassare, quindi per fare
fotografie è necessario stare nello spazio che c’è tra un
vagone e l’altro, dove i finestrini possono essere aperti.
Ovviamente se è inverno fa freddo, quindi copritevi bene!
HOTEL
In Messico ci
sono infinite possibilità per dormire e mangiare, con prezzi
che variano dal supereconomico al superlussuoso. Tenete
conto che spendendo circa 20-30 € a coppia si può dormire in
bellissimi alberghi, molto puliti e serviti di tutto.
Riporto di seguito i nominativi ed i costi degli alberghi
dove abbiamo alloggiato noi; molti hanno un sito internet,
quindi potete anche dare un’occhiata alle camere.
Città del
Messico: nella capitale ci sono infinite possibilità per
alloggiare con costi differenti anche in relazione della
zona dove si vuole rimanere. Noi abbiamo deciso di rimanere
vicino all’aeroporto, in quanto ci siamo fermati in città
solo una notte. L’Hotel Ramada è ubicato a 5 minuti
dall’aeroporto, dall’esterno non è un granchè, ma ha ampie
camere e offre buonissime colazioni a buffet. C’è una
trasferimento gratuito dall’aeroporto all’albergo con un
pulmino che vi aspetta alla porta 4 degli arrivi. La camera
doppia con colazione costa 1300 pesos (91 €).
Chihuahua:
una buona soluzione è l’Hotel Parador Chihuahua, che si
trova a circa 5 minuti in taxi dalla stazione ferroviaria da
dove parte il Treno Chepe. C’è anche una piccola piscina. La
camera doppia (senza colazione) costa 520 pesos (36 €).
Creel:
questa cittadina offre infinite possibilità alberghiere, da
quelle di lusso a quelle più economiche. Io consiglio
l’Hotel Plaza Margherita che con 500 pesos (35 €) offre una
tranquilla camera doppia, colazione e cena. L’hotel
organizza ogni giorno una escursione sempre diversa a prezzi
molto contenuti (intorno ai 100 pesos – 7 €)
Parador
Barranca: in questo caso abbiamo voluto fare una follia
e concederci un albergo di superlusso (una volta nella vita
si può fare…). Il bellissimo Hotel Mirador è arroccato in
cima ai canyons e offre splendide camere con caminetto con
una vista spettacolare sulla barranca. Al costo di 2400
pesos (168 €) si può avere la camera doppia con colazione,
pranzo e cena. L’hotel organizza escursioni a prezzi modici
(circa 100 pesos – 7 €) ed offre il trasferimento gratuito
da e per la stazione ferroviaria.
Los Mochis:
il nostro albergo era l’Hotel Montecarlo, un bell’edificio
coloniale con camere semplici, ma pulite disposte intorno ad
un cortile interno. La doppia senza colazione costa 350
pesos (25 €).
Guadalajara:
noi abbiamo alloggiato all’Hotel El Aposiento, una bella
struttura coloniale con la maggior parte delle camere
disposte intorno ad un cortile centrale (queste camere
possono essere un po’ rumorose, ma ce ne sono alcune che
danno su un cortiletto interno molto più tranquillo). La
camera doppia con colazione costa 500 pesos (35 €).
San Patricio
Melaque: come in tutti i villaggi lungo la costa, ci
sono molte possibilità per dormire. Noi abbiamo alloggiato
all’Hotel Pablo de Tarso, che offre belle e ampie camere a
460 pesos (32 €). C’è anche una piscina quasi sulla spiaggia
ed un parcheggio coperto.
Punta Perula:
uno dei pochi hotel sulla spiaggia è il Playa Dorada,
disposto ad L in stile motel con un giardino interno ed il
parcheggio. Le camere sono semplici, ma pulite e costano 500
pesos (35 €). C’è anche la piscina.
Bucerias:
ci sono molte possibilità per dormire, noi abbiamo scelto il
bellissimo Hotel Palmeras con piscina. Le camere sono di
diverso tipo e con diversi costi, noi avevamo un grande
appartamento allestito con cucina che costava circa 66 €.
Chapala:
anche qui ci sono diverse possibilità, l’unico hotel sulla
spiaggia è la Posada Familiar, ma era al completo. Abbiamo
alloggiato quindi all’Hotel Paraiso Escondido, un nuovissimo
albergo con piscina sulla collinetta dietro alla spiaggia.
Le camere, molto belle e tutte con vista mare, costano 700
pesos (49 €) con la colazione.
Guanajuato:
anche qui c’è solo l’imbarazzo della scelta, noi abbiamo
alloggiato all’Hotel Meson del Rosario che si trova proprio
in centro. Le camere sono un po’ piccole e alcune rumorose,
cercate di sceglierne una ai piani superiori. Il costo della
doppia senza colazione è di 525 pesos (37 €).
San Miguel
de Allende: noi abbiamo scelto un meraviglioso B&B un
po’ fuori dal centro, ma raggiungibile in 10 minuti a piedi.
Le camere sono ampie e belle e danno su un cortiletto
interno pieno di alberi carichi di limoni ed aranci. Il
costo con la colazione è di 700 pesos (35 €) e le ragazze
che lo gestiscono sono molto simpatiche.
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