Diario
07-08-05
Siamo appena arrivati a Bangkok, la città degli angeli,
la prima cosa che colpisce all’uscita dell’aeroporto è la cappa di
caldo e smog, abbiamo davanti a noi una metropoli di dieci milioni di
abitanti.
Abbiamo trovato subito Chawalit, la nostra guida che ci accompagnerà
durante il tour, Carlo, il nostro contatto a Bangkok, non lo abbiamo
visto, lo incontreremo in albergo.
Durante il tragitto verso l’albergo ci vengono date le prime
informazioni generali sul paese, secondo il calendario thai, che inizia
dalla morte di Buddha, siamo nel 2548, l’anno 2005 viene usato
solamente per le relazioni internazionali.
Sistemiamo i nostri zaini in camera, siamo al Century Park hotel, e rimarremo qui solo una notte,
domattina inizierà il tour di dieci giorni che ci porterà in giro per
tremila chilometri dal sud al nord del paese.
Alle 18.00 incontriamo Carlo e sua moglie Mem, facciamo una lunga
e piacevole chiacchierata, parliamo un po’ del newsgroup, dove ho
conosciuto Carlo, e del nostro soggiorno in Thailandia,
per stasera ci consiglia di andare a mangiare al Silom Village e ci
indica alcuni piatti da assaggiare della cucina thai, dopo la
chiacchierata ci congediamo da loro, li incontreremo di nuovo il 24,
quando passeremo gli ultimi quattro giorni a Bangkok.
Il Silom Village è un posto molto caratteristico, con molti negozietti, ci sediamo ad un tavolo e ordiniamo.
La curiosità sulla cucina thai è grande e alla fine risulterà appagata,
abbiamo mangiato alcuni piatti veramente buoni e porzioni decisamente
abbondanti, con una spesa piuttosto limitata, circa 15 euro a testa,
scopriremo in seguito che per gli standard thai sarà una spesa
notevolmente alta.
Scopro di avere qualche problema con la videocamera, domattina la
controllo meglio, ma non ho molte speranze, ho con me anche una
fotocamera, speriamo di fare almeno delle belle foto, è la prima
esperienza con il digitale.
08-08-05
Stamani la sveglia suona presto, alle 7.00 ci troviamo con Chawalit per iniziare il tour che ci porterà fino al Triangolo d’oro.
La prima tappa è il mercato galleggiante di Damneon-Saduak, ci
arriviamo con una long-boat, la tipica imbarcazione thai, attraversando
una fitta rete di canali, oggi il mercato è diventato un’attrattiva per
i turisti, molti commercianti che vendevano beni di prima necessità,
come frutta e verdura, hanno capito che i souvenir fanno guadagnare di
più.
Colpisce molto il colore e la varietà degli oggetti, anche qui c’è
l’obbligo di contrattare il prezzo, e normalmente si può arrivare alla
metà di quello richiesto.
Altra tappa è la pagoda di Nakorn Pathom, è il primo contatto con la
religione buddista, in Thailandia è praticata dal 95% della popolazione.
La pagoda è molto grande, la sua altezza supera i 130 mt. Qui vediamo
la riproduzione del Buddha sdraiato, vicino a questo ve ne sono
molti altri, più piccoli, dove la gente attacca le foglie d’oro di 5
carati, questo fa parte di un rituale per cui viene usato un bastoncino
di incenso che indica il profumo, una candela per l’illuminazione e un
fiore di loto per la purezza, insieme a questi c’è un piccolo foglio di
carta di riso con una sfoglia d’oro che verrà attaccata al Buddha con
la speranza che vengano esauditi i desideri, in base a dove viene
attaccata la foglia infatti corrisponde un desiderio, per esempio se la
foglia viene attaccata sulla testa si chiede che nella prossima vita si
rinasca più intelligenti.
Ci spostiamo poi verso il fiume Kway e per pranzo ci fermiamo in un
ristorante davanti al famoso ponte (non è il ponte originale, ma
ricostruito per motivi “turistici”)
La giornata si conclude prendendo una long-boat che ci porta al Resotel
Khaneg Lawa , una
struttura meravigliosa interamente costruita in legno, immersa nella
giungla in riva la fiume, è di una suggestione unica.
09-08-05
Altra giornata di tour, prima di lasciare il resort andiamo a vedere la
Lawa Cave, una grotta lunga 280 mt dove è possibile vedere stalattiti e
stalagmiti, oltre ad un notevole numero di pipistrelli.
Finita la visita lasciamo il resort e prendiamo una long-boat,
risaliamo il fiume Kway, il tragitto dura più di un’ora in mezzo ad uno
scenario da favola, accompagnato a tratti da un violento acquazzone,
che non guasta però la navigazione, anzi, se possibile rende ancora più
suggestiva la situazione.
Arriviamo ad un gruppo di chiatte galleggianti ancorate a terra, è un
resort, Carlo lo aveva proposto come uno dei possibili resort da
utilizzare durante il tour, ma è decisamente spartano, non hanno
neanche la corrente elettrica, River Kway Resotel
Mentre ci viene preparato il pranzo andiamo a visitare un villaggio
nelle vicinanze, il “Mon village”, qui vive una tribù che con l’arrivo
del turismo ha modificato in parte il loro stile di vita, mentre prima
si dedicavano esclusivamente all’agricoltura e agli elefanti, oggi
molti vendono prodotti di artigianato locale.
Vorremmo fare qui l’elephant riding, ma il tempo non è molto, lo faremo più avanti.
Quando ci sediamo per il pranzo la chiatta viene disancorata e trainata
da una long-boat lungo il fiume, facciamo dunque il pranzo navigando
sul fiume Kway, passiamo vicini ad alcune cascate molto belle, in certi
punti è possibile farvi il bagno.
Dopo pranzo prendiamo il minivan e andiamo all’Hellfire pass, qui il
governo ha riportato alla luce, nei primi anni ’90, un tratto di
montagna scavato durante la guerra, questo percorso portava
originariamente da Kanchanaburi fino al confine con il Myanmar.
Il nome deriva dal fatto che durante i lavori per la costruzione le
persone vi lavoravano anche di notte alla luce delle torce, e dalle
vallate sottostanti si vedeva questa luce che usciva dalla montagna.
Oggi proviamo anche l’emozione del treno per il ritorno a Kanchanaburi,
durante il percorso il treno si ferma per circa venti minuti, per far
si che venga cambiato il locomotore, non capiamo molto questa manovra,
e Chawalit ci dà una spiegazione a dir poco curiosa, facendo metà
percorso, chi lo guida torna prima a casa, quindi chi guida il
locomotore fa solamente metà strada e torna indietro, è l’unica
spiegazione che ci viene data e noi la prendiamo per buona.
Durante la sosta approfittiamo per visitare un mercatino locale, guarda caso in prossimità dello scambio.
Naturalmente il treno è scomodo, i sedili sono di legno, ma la
scomodità viene ripagata dalla tipicità del paesaggio, sul treno ci
sono anche venditori di bibite e di una specie di focaccia.
Questo è l’ultimo treno della giornata per gli studenti delle scuole,
infatti è pieno di ragazzi e ragazze che tornano nei loro villaggi.
10-08-05
La Thailandia è un paese pieno di parchi naturali, negli ultimi anni
questi sono stati valorizzati da una buona politica ambientale.
L’Erawan National Park è uno di questi, con un percorso guidato è
possibile vedere una serie sette cascate, noi arriviamo però solamente
alla quarta, il caldo e l’umidità rendono difficile la passeggiata in
mezzo alla giungla, ci godiamo comunque un bel bagno rinfrescante nella
terza cascata, quella un po’ più accessibile.
Per pranzo torniamo a Kanchanaburi, dopo pranzo ci fermiamo in un
internet point vicino al ristorante e ripartiamo per un lungo tragitto
verso Ayutthaya, dove arriviamo alle 19.00.
Alloggiamo al Krungsri Hotel,
11-08-05
Stamani visitiamo le rovine dell’antico palazzo reale di Ayutthaya, la
città è stata la capitale della Thailandia dopo il Regno di Sukhothai,
ed è stata bruciata due volte dagli attacchi dell’esercito birmano,
dopodichè la capitale è stata spostata a Krung Thep, l’attuale Bangkok.
Qui vediamo il Wat Pra Sri San Phet, attualmente chiamato “Palazzo
Antico”, l’intero complesso è anche denominato “il tempio delle tre
pagode”, il Wat Mongicolbopitr dove vediamo una statua di Buddha di
12.45 mt per 9.50 mt, il Wat Mahathat, ed il Buddha disteso nel Wat
Yaichaimongkhon.
Dopo pranzo partiamo alla volta del Parco Nazionale Khao Yai, il più grande della Thailandia.
Ci fermiamo alle Hrew Naron Waterfall, per raggiungerle lasciamo il
minivan e percorriamo circa un chilometro nella giungla, non abbiamo le
scarpe adatte ed il fango rende difficile la camminata, quando
arriviamo però passa tutta la stanchezza, è di una bellezza da togliere
il fiato, alta circa 100 mt in mezzo alla vegetazione tropicale, è una
di quelle cose che l’uomo non riuscirà mai ad eguagliare, per quanto
possano essere belle le opere costruite nei secoli.
Pernottamento nel parco Khaoyai
12-08-05
Oggi tappa la Parco si Sri Thep, vicino a Pethchabun, qui vediamo le
rovine di un palazzo reale, sono le più antiche rovine thailandesi ma
le ultime ad essere state scoperte.
Ci aspetta il tragitto più lungo del tour, dobbiamo arrivare a
Pitsanulok, lungo la strada ci fermiamo a pranzo in un ristorante
locale, molto spartano ma il cibo è notevolmente buono.
Facciamo poi tappa ad un monumento ai caduti durante una guerra tra i
soldati del governo e un gruppo di studenti rivoluzionari thailandesi
che si rifugiarono in mezzo alle montagne, il monumento si trova a 1200
mt di altezza.
Proseguiamo poi per il resort a Pitsanulok,
con qualche sosta per ammirare i panorami fantastici che si presentano
ai nostri occhi, la stagione umida fa si che il verde sia accecante, e
tanti fiori sono sbocciati con i loro colori vivacissimi.
13-08-05
Visitiamo i templi della prima capitale della Thailandia,
apparentemente tutti uguali, mostrano poi caratteristiche uniche,
alcuni di stile khmer, altri birmani, altri ancora di Ceylon, una volta
erano ricoperti d’oro, poi la guerra ed i furti hanno messo a nudo le
strutture, oggi infatti si vedono solamente i mattoni che compongono la
struttura.
Il tour procede bene, i chilometri che percorriamo sono tanti, la
stanchezza si fa sentire molto alla sera, ma questi tanti chilometri
che facciamo ci permettono così di vedere molte cose e avere un’idea
più precisa della storia del paese.
A tal proposito oggi abbiamo chiesto a Chawalit il significato della
parola Thailandia, ci ha spiegato che un tempo questa terra si chiamava
Siam, sono arrivati i colonizzatori inglesi e francesi, da quando poi
il Siam raggiunse l’indipendenza prese il nome di Thai-land, terra
libera.
Altra curiosità è quella dell’aggettivo che viene dato a noi
occidentali, farang, questa parola viene da una storpiatura di “french”
o “francaise”, così si presentavano i francesi.
Durante il tragitto da Sukhothai a Lampang cominciamo a vedere le
risaie, qualche foto è d’obbligo, il verde delle piante di riso è
smeraldo brillante.
Arriviamo a Lampang in tempo per un rinfrescante bagno in piscina,
anche in questo resort dormiamo nei bungalow immersi nel verde della
giungla.
14-08-05
Il tour prosegue verso Chiang Mai con la ormai immancabile visita ai
templi, durante il tragitto veniamo avvisati del primo problema del
tour, il fiume che attraversa Chang Mai ha rotto gli argini e ha
esondato, il centro della città è chiuso, e il nostro albergo si trova
vicino al fiume, l’organizzazione di Easy si mette subito in moto per
trovare una soluzione alternativa, e Chawalit trova un ottimo albergo
di pari livello appena fuori città, il Tarin hotel, rimarremo qui due notti.
Nel pomeriggio facciamo una interessante visita alla fabbrica della
seta più antica di Chang Mai, vediamo la produzione dal baco alla seta
lavorata al telaio.
Nota curiosa, vediamo un ipermercato Carrefour.
Altra curiosità riguarda il film “Anna and the King”, questo è
ambientato ai tempi del Re Rama IV, quando dovevano iniziare le riprese
del film questo risultò poco gradito al governo dell’epoca, e il
permesso non venne dato, infatti queste vennero effettuate in Malesia
con la ricostruzione perfetta del palazzo reale, oltre al mancato
permesso delle riprese non venne neanche proiettato nelle sale
thailandesi.
15-08-05
Oggi il tour prevede la montagna più alta della Thailandia. 2500 mt,
sulla cima di questa montagna c’è una pagoda dedicata al Re, arriviamo
alla pagoda ma ne vediamo ben poca, le nuvole sono basse e fittissime
che a malapena riusciamo a vedere oltre i dieci metri.
Pranziamo in un ristorante thai che solo una guida può conoscere, lungo
la strada si vedono solo capanne, dietro, lungo un ruscello è stata
adattata una capanna a luogo di ristoro.
Pian piano assaggiamo le varie specialità culinarie thailandesi, i
primi giorni sono stati un po’ ostici, adesso riconosciamo la qualità
dei piatti e li gustiamo molto.
Nel pomeriggio andiamo a vedere quelle che fino ad ora sono le cascate più belle del tour, il nome è Mae Ya.
Questi posti sono raggiungibili solo tramite una guida, perché le
indicazioni stradali sono solo in thailandese e le strade sono
secondarie se non a volte mulattiere.
Abbiamo evidentemente una buona guida perché nella maggior parte dei casi siamo gli unici turisti.
La cascata Mae Ya è alta 120 mt, la più alta della Thailandia.
16-08-05
Stamani esperienza indimenticabile, un’ora di elephant riding in mezzo alla giungla, era la prima volta per tutti e quattro.
Dopo la passeggiata gli elefanti hanno avuto il meritato svago con il
lavaggio nel torrente, dopodichè si sono esibiti in uno spettacolo di
varie abilità.
Nel Mesa Elephant Camp vivono 77 esemplari, ognuno di loro è seguito
fin da piccolo da una sola persona in modo da riconoscerne gli ordini
che gli vengono impartiti.
Nel pomeriggio viaggiamo verso Doi Angkang, lungo la strada ci fermiamo
ad una serra dove vengono coltivate le orchidee, con queste ci fanno
alcuni bellissimi gioielli, con un procedimento particolare, rendono
duri i petali dei fiori e racchiudono questi in fili d’oro 24 carati,
creando così vari monili molto belli.
Pernottamento al Angkhang Nature Resort.
17-08-05
Ultimo giorno del tour alla scoperta del Triangolo d’oro.
Nelle vicinanze del nostro albergo andiamo a vedere un villaggio
Salong, siamo vicinissimi al confine con il Myanmar, nel villaggio
vediamo donne e bambini vestiti in maniera tradizionale con colori
sgargianti.
Sulla linea di confine c’è una piccola base militare thailandese, oltre il confine vediamo al rispettiva base birmana.
Nel pomeriggio vediamo altri tre gruppi tribali, gli Akkha, gli Akhu,
le cui donne portano dei grossi orecchini per ingrandire il lobo,
e i Salong, dove vediamo le donne giraffa, fa molto impressione vedere
queste donne che usano gli anelli per allungare il collo dall’età di
tre anni, in effetti poi è un abbassamento delle spalle dovuto al peso
degli anelli che può raggiungere i 15 kg.
Per loro è semplicemente tradizione, i motivi si nascondono dei tempi e
probabilmente nessuno ne conosce quello reale, uno di questi racconta
che gli anelli venivano usati per difendersi dagli attacchi delle tigri.
Ultima tappa della giornata è il museo dell’oppio, al confine tra la Thailandia, il Myanmar, ed il Laos.
Vicino al museo c’è un punto panoramico sul fiume Mekong dove si vedono i tre paesi, siamo nel centro del triangolo.
La definizione “Triangolo d’oro” deriva dal fatto che in questa zona
veniva scambiata la merce tra i paesi, molto spesso l’oppio, con il
pagamento in oro.
Ultimo pernottamento del tour a Doi Mae Salong, è il resort che indubbiamente è
in testa alla nostra classifica delle preferenze insieme a quello sul
fiume Kway, costruito anche questo in mezzo alla giungla ed interamente
in bamboo.
18-08-05
Giornata di trasferimento, andiamo all’aeroporto di Chang Mai dove prendiamo un volo per Bangkok.
All’arrivo troviamo Carlo e Mem, sono venuti a salutarci ed informarsi
di persona dell’esito del tour, facciamo una breve chiacchierata,
naturalmente ci complimentiamo con loro perché il tour è stato perfetto
sotto ogni punto di vista, una organizzazione capillare e efficiente.
Al ritorno da Koh Samet ne approfondiremo i particolari, anche perché
tre resort del tour sono stati testati da noi, fino ad ora non vi ha
mai mandato italiani.
Dopo una breve chiacchierata prendiamo il minivan ce ci porterà in
circa tre ore a Koh Samet, o meglio al porto da dove prenderemo la
barca che ci porterà sull’isola.
Arriviamo a Koh Samet alle 16.30, ci organizziamo per le camere e
andiamo a tuffarci nelle acque calde del mare, più calde di quanto
potessimo aspettarci, abbiamo davanti a noi sei giorni di completo
relax, dopo un tour che ci ha fatto percorrere 2870 chilometri, da
Bangkok al triangolo d’oro, facendoci ammirare la natura, con la sua
vegetazione e le sue cascate, la religione con i suoi templi, e la
gente, nelle sue diversità dal sud al nord.
Il resort sull’isola è il Sai Kaew Beach Resort.
22-08-05
Siamo quasi alla fine del soggiorno a Koh Samet, è stato effettivamente
un soggiorno di relax, escludendo un’uscita in barca, una escursione in
moto e una in quad.
L’isola è piccola, in circa 30 minuti si fa il giro con la barca, montagnosa e molto verde, come tutta la Thailandia.
Ci sono alcune spiagge, tutte di proprietà dei resort, ma liberamente
accessibili, il “problema” è la condizione dell’unica strada che
percorre l’isola, assolutamente non asfaltata e non battuta.
Durante il giro in barca abbiamo visto che la nostra spiaggia è la più godibile dell’isola.
La sera abbiamo la possibilità di scegliere il ristorante del resort,
dove si mangia molto bene, oppure andare lungo la spiaggia dove si
trovano molti localini con la musica e il ristorante, alcuni di questi
mettono i tavolini sulla spiaggia e i clienti possono sedersi sulle
stuoie e cuscini.
In uno di questi locali, il Ploy Talay abbiamo assaggiato la pizza,
molti pizzaioli italiani non si sognano nemmeno di fare una pizza così
buona.
Una nota a parte va fatta sui prezzi, mediamente spendiamo circa cinque euro mangiando più che a sufficienza.
24-08-05
Giornata di trasferimento.
Approfittiamo della bella mattinata di sole per goderci l’ultimo bagno sull’isola.
Alle 18.30 abbiamo appuntamento in hotel con Carlo e Mem, ci troviamo
in hotel per fare il punto della situazione e delle nostre impressioni
sui posti visti nel tour, per Carlo è molto importante la nostra
opinione riguardo ai tre resort testati da noi per la prima volta.
Andiamo poi in un ristorante lungo il fiume, il Chao Praya dove mangiamo uno squisito pesce fresco.
Al ritorno in albergo pianifichiamo i giorni da passare a Bangkok.
25-08-05
Giornata dedicata allo shopping, andiamo ai centri commerciali, MBK e
Pantip Plaza, l’abbigliamento è molto economico, l’elettronica invece
ha i costi “italiani”.
Prendiamo il “one day pass”, l’abbonamento giornaliero per lo skytrain,
il treno sopraelevato che passa sopra la città, con 100 baht, circa 2
euro possiamo girare tutto il giorno.
Ci fermiamo poi al Lumphini Park, un grande polmone verde di Bangkok.
26-08-05
Per la giornata di oggi Carlo ci ha organizzato un tour della città, e
vediamo il Wat Trimit, con il suo Buddha d’oro, 5500 kg, il Wat Pho,
dove si trova il Buddha dormiente, alto 12 mt e lungo 46 mt, il Wat Pra
Kheo, con il preziosissimo Buddha di giada, il Palazzo reale, il Wat
Arun , tempio dell’aurora, la Vinamnek Mansion, una residenza reale
costruita interamente in teak e risistemata a museo, ed il Wat
Benchamabophit, il tempio di marmo di Carrara.
Finito il tour ci rivediamo con Carlo e Mem, per cenare di nuovo insieme.
Andiamo allo Shangri-la, un albergo tra i più belli di Bangkok e nelle prime posizioni della classifica City Hotel mondiale.
Negli ultimi anni ha perso qualche posizione ma è notevolmente bello e rimane comunque tra i primi dieci al mondo.
La scelta è tra il ristorante italiano, quello internazionale e quello
thailandese, all’unanimità la scelta va a quello thailandese.
L’ambiente è delizioso, durante la cena alcune ballerine danzano i
balli tradizionali in costume tipico, e le pietanze sono buonissime, la
serata trascorre in modo piacevole fino alle 1:00, il tempo è volato.
Nota, la spesa della cena è la più alta di tutto il viaggio, 1000 baht,
circa 20 euro, ma li vale tutti nel modo più assoluto, la prossima
volta che passiamo o ci fermiamo a Bangkok sarà una tappa obbligata.
27-08-05
Mattinata al Chatuchak market, il mercato più grande di Bangkok, quando
arriviamo con lo skytrain lo vediamo dall’alto, fa impressione per
quanto sia esteso.
Passiamo al mercato circa tre ore, naturalmente vedendone solo una piccola parte, e facciamo dei buoni acquisti.
Nel pomeriggio ci rilassiamo in piscina, la stanchezza accumulata nel tour unita al caos e al caldo di Bangkok si fa sentire.
Questi quattro giorni passati nella capitale ci portano purtroppo ad un
giudizio non positivo sulla città, odiamo il caos e l’inquinamento
delle grandi metropoli, e qui i limiti sono decisamente alti, la parte
invece che abbiamo apprezzato di Bangkok è quella dei canali, non a
caso è chiamata la Venezia d’oriente.
Durante tutto il viaggio ho scattato 1700 foto, le occasioni sono
innumerevoli, è una cultura talmente diversa dalla nostra che cerchi di
fermare ogni immagine, in modo da riassaporarle a casa.
Ci dispiace solo che la videocamera abbia avuto problemi e abbiamo
quindi girato solo un’ora di filmato, sperando che almeno quello sia
venuto, non abbiamo avuto la possibilità di verificarlo.
28-08-05
Ultimo giorno in Thailandia.
Torniamo al MBK per finire i soldi che ci sono rimasti, in questo modo ci rifacciamo il guardaroba.
Anche questo viaggio è finito, siamo contenti di aver visto questo
paese, il primo che vediamo in oriente, e ci auguriamo non sia l’ultimo.
Massimo e Silvia
|