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Roma 07.05.2011
Sembra ieri...

L'abbraccio con il quale ci siamo lasciati ad Istanbul quattro anni fa è ancora più affettuoso oggi che ci siamo ritrovati qui a Fiumicino.
Roberto ha ben piantate le sue radici come un albero secolare e dalla sua terra natia trae nutrimento per il corpo e per l'anima.
Solare e premuroso, ci conduce alla scoperta di Ostia antica e da grandissimo appassionato qual'è, ci mostra le rovine della città romana, gli scavi che stanno ancora portando alla luce importanti elementi del nostro passato.
Ogni pietra, colonna, mosaico parlano per bocca sua, tutto ha un significato da decifrare, noi interessati lo ascoltiamo con ammirazione.
La giornata è perfetta, il cielo terso e l'aria quasi estiva fanno da cornice alle nostre risate e alla ritrovata compagnia.
Sembra ieri e come ieri siamo insieme con lo stesso spirito, la voglia di viaggiare, di scoprire, di assaggiare.
Il nostro motto è: "Un posto lo si conosce anche a tavola" e la cucina romano-giudaica ci conquista: dal carciofo alla giudìa al fiore di zucca fritto, dai tonnarelli con cacio e pepe alla trippa, il tutto innaffiato da un delizioso frascati.
Ormai il Tevere è illuminato dai lampioni e noi ci immergiamo in una Roma caciarona, animata da giovani festaioli.
I vicoli del Ghetto ci trasmettono l'anima verace di Roma, con i suoi scorci di palazzi scalcinati, i balconi con i panni stesi e il legno degli infissi logorato dal tempo.
Un caloroso abbraccio e un arrivederci, chissà in quale altro sfondo.

Grazie Roberto.

Silvia