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Kenia 2009 |
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Kenia, quanto manca?
E ‘ la domanda più frequente che ci ha accompagnato per l’ennesimo
viaggio in Kenya fatto con mia moglie e mio figlio Luca 9 anni.
Siamo partiti a fine Agosto per cercare di risparmiare un po’ sulla
tariffa aerea, e tornare pochi giorni prima dell’apertura delle scuole,
siamo partiti con Egypt Air con scalo al Cairo con il suo
nuovissimo terminal da far invidia a Malpensa. Arrivo a Nairobi.
Tutto in orario e senza nessun problema…Hakuna matata.
avevamo ciascuno 20 kg a testa, anzi io ne avevo 22 , Luca 21 Kg e 20kg
mia moglie… abbiamo esagerato con il bagaglio a mano e siamo stati
fortunati perche’ nessuno l’ha mai pesato…. (meno male..)
Sapevamo bene che dovevamo fare cosi’ e durante l’anno abbiamo raccolto
tanto di quel materiale da metterci una settimana intera a preparare i
bagagli per non lasciare a casa niente.
Il Nostro Luca aveva la sua valigia piena zeppa di tute e completini da
calcio, raccolti tra i suoi amici che vanno a giocare a pallone, era
cosi’ buffo vederlo con il suo trolley trascinarlo a fatica per
gli aeroporti , ma allo stesso tempo fiero di quello che stava facendo
da farci capire , per l’ennesima volta, che avevamo fatto bene a
tornare in kenya con lui, coinvolgendolo attivamente nei nostri piccoli
progetti d’aiuto per questa popolazione e queste famiglie che tanto ci
hanno fatto innamorare della loro terra e cambiato la nostra vita in
meglio....
Avevamo gia’ programmato dall’Italia , come facciamo sempre, il nostro
safari tramite e-mail al nostro fidato Thomas Mboya Guida
autorizzata per safari ed escursioni di Watamu che lavora regolarmente
per un’agenzia di safari tutta africana..e ogni volta che torniamo, ci
fa vedere un pezzo del suo Kenya.
Siamo partiti subito il giorno dopo per un bel safari al Masai Mara di
3 giorni, abbiamo alloggiato al Fig Tree camp, e,
come in tutti i nostri viaggi in kenya , anche questa volta il nostro
spirito d’adattamento ci ha aiutato parecchio a superare gli imprevisti
e a “sorvolare” sulle pecche di questo alloggio che probabilmente in
alta stagione con il Full booking , pecca un po’ per servizio e
qualita’ .
Inutile descrivere la bellezza di questo parco durante il fenomeno
della migrazione degli animali, questa volta Luca non ha mai smesso di
scattare foto, non so quante ne ha fatte, ho due schede da 2 Gb da
controllare , ma Hakuna matata il suo entusiasmo ci ha accompagnato
insieme alle sue continue esclamazioni, domande e
curiosita’…
Uno degli episodi piu’ belli e’ stato quando fuori dal parco,
abbiamo incontrato un mini bus con turisti stranieri,
impantanato nel fango.
Immediatamente il nostro autista ha attaccato il cavo alla nostra
jeep per trainarli ed e’ stato difficile perche’ erano ben impantanati.
La jeep si e’ spenta e non si riusciva piu’ a metterla in
moto….immediatamente l’autista balza fuori in mezzo al fango apre il
cofano per controllare il motore ma ha difficolta’ a tenerlo
aperto perche’ manca lo stand…
Ci guardiamo intorno e cominciamo a vedere i bimbi che si avvicinano
con un pastore Masai vestito con il suo abito rosso e il suo
bastone….a quel punto il nostro autista non ci pensa due volte, gli
prende il bastone e lo usa come stand per tenere aperto il cofano e
avere cosi’ due mani libere….2 minuti rimette in moto la jeep i bambini
urlano felici, Luca nel frattempo raduna tutte le biro che si era
portato dall’Italia….
Mia moglie e Luca cercano di comunicare un po’ in inglese un po’ in
italiano con questi bimbi per cercare di metterli tutti in fila indiana
per ricevere una biro ciascuno….
Ho visto bimbi piccolissimi in fila dietro agli altri , composti
ad aspettare con le loro manine, senza mai cercare di sopraffare
l’altro….e’ stato veramente bello e la mia mente e il mio cuore si e’
riempito di emozioni.
Finito il safari , volo interno Nairobi- Malindi con Fly540 per arrivare finalmente a Watamu.
L’oretta di volo da Nairobi per Malindi e’ stata sempre accompagnata dalla domanda....Papa’ ma quanto manca per arrivare?
Poco Luca, pochissimo e finalmente… eccoci!
L’aeroporto di Malindi e’ piccolino, i bagagli sono stati ritirati
subito e ad aspettarci c’er a come sempre il nostro Thomas Mboya
insieme ad Anthony il suo nipotino orfano piu’ grande 11 anni ,
che ci aveva organizzato il transfer per Watamu..
Luca ha salutato Anthony, con un bel 5 a mano aperta e come due vecchi
amici sono usciti in fretta dall’aeroporto, lasciandoci questa volta il
suo pesante trolley da trasportare…era troppo eccitato…raccontava ad
Anthony tutti qli avvistamenti di animali fatti al Masai Mara e non si
sa come, ma si capivano perfettamente…uno parla poco l’Inglese l’altro
parla poco l’italiano…ma si capivano…
Transfer dall’aeroporto di Malindi a Watamu tutti insieme in minibus,
carichi di bagagli e tante cose da raccontarci…ma una domanda
eccheggiava sempre…ma quanto manca a Watamu? Poco Luca ….poco!
Thomas aveva prenotato per noi l’alloggio a Watamu, che poi insieme abbiamo scelto e cambiato in questo modo:
Per le prime 3 notti siamo stati al Turtle bay beach club dove ci siamo ripresi dalle fatiche del safari.
Il resto del soggiorno l’abbiamo fatto al Beach Vieuw , residence tutto africano con piccola piscina.
Riuscendo a risparmiare sul soggiorno, siamo riusciti ad
acquistare parecchio cibo distribuendolo una domenica nei vari
villaggetti dove Thomas ci ha accompagnato.
Abbiamo conosciuto realta’ minori fuori dal circuito turistico , dove
tanti passano per andare in safari allo Tsavo Est, ma non tutti si
fermano, io me li ricordavo l’anno scorso e ho voluto tornarci perche’
il richiamo di quelle immagini e sensazioni provate, mi avevano
accompagnato tutto l’anno e dovevo tornare..
Qui abbiamo lasciato anche gran parte del materiale portato dall’Italia, e tante medicine.
Il nostro soggiorno scorreva all’insegna del relax di mattina e al
gioco al pomeriggio, Luca era riuscito finalmente a distribuire
il suo “carico” di tute e calzoncini da pallone, che aveva
raccolto in Italia ed aveva creato una sorta di squadretta di calcio
dove tutti i giorni si trovavano in qualche modo a giocare…
Ogni tanto andavo all’internet point a Watamu e mi collegavo per vedere
la mia posta, dove, invece di leggere le mail dei miei clienti,
rispondevo solo a quelle di Turisti in procinto di partire per le loro
vacanze in kenya che mi chiedevano info pratiche .
Siamo stati a Marafra, a Timboni a salutare i nostri amici
dell’orfanatrofio, tante volte a Malindi e a cena a casa di
Thomas a base di pesce cucinato da sua Mamma Anna, unitamente alla
polenta accompagnata da vari piatti tipici africani, tutti
intorno a un tavolo dove la luce era a lampada ad olio, dove le case
intorno erano “capanne” , dove non esistevano posate, ma dove
tutti mangiavano felici e contenti cantando la tanto amata canzoncina
Jambo bwana…
Per tutto il tempo che siamo stati in Kenya e a Watamu ho
dimenticato di avere un cellulare, ho dimenticato di avere
un’orologio, ho dimenticato di seguire gli orari dei pasti, ho
dimenticato che a casa soffrivo d’insonnia,….
Il Kenya per noi e’ anche una medicina naturale, un rimedio contro lo stress quotidiano
Papa’ quanto manca? Poco Luca, tra poco dobbiamo tornare a casa….in Italia.
In Kenya e a Watamu da Thomas ci vogliamo tornare, ancora e poi ancora
…e’ un bisogno che va colmato…e’ una promessa fatta ad Anthony che un
giorno Luca sogna di portare in Italia come se fosse il suo
fratello…Africano!
Asante sana Kenya!
Mido
email
sito internet:
watamubeach
Thomas Mboya CELL NO. 00254-736 334 392
E-MAIL
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