Ciao a tutti!
Naturalmente, per comodità e in ragione dell'età non più giovanile, io
e mia moglie abbiamo preferito accodarci - anzichè autogestirci - in
questo viaggio, interamente organizzato dal Patronato locale Etsi-Cisl,
soprattutto perchè veniva effettuato in un periodo assolutamente comodo
per le nostre esigenze familiari.
L'intero pacchetto prevedeva - oltre lo spostamento in aereo da/a
Malpensa-Tel Aviv - un tour di 8 giorni completi (dal 5 al 12 novembre
2009) in autobus, con guida italiana ed anche giordana nel tratto
interessato, in pensione completa e in alberghi di categoria superiore,
al costo totale di 1300 euro a persona.
Erano comprese le tasse di frontiera, i visti d'ingresso, le mance, le
assicurazioni sanitaria, bagaglio e annullamento, con eccezione delle
sole bevande ai pasti (resesi necessarie solo in Giordania, perchè in
Israele venivano portate gratuitamente in tavola brocche d'acqua
naturale perfettamente bevibile).
Percorso:
in Israele e zona palestinese
Tel Aviv - Cesarea - Carmelo - Haifa - Tiberiade - Cafarnao - Tabga -
Monte delle Beatitudini - Nazareth - Giordano - Qumran - Jerico -
Betlemme - Gerusalemme (visita di tutti i luoghi santi).
in Giordania
Jerash (l'antica Gerasa) - Amman - Petra - Amman - Madaba - Monte Nebo.
Strade:
ottimamente percorribili dappertutto, persino lungo gli itinerari desertici della Giordania.
Trafficate sono risultate le città di Haifa, Gerusalemme e Nazareth.
Attualmente è in costruzione a Gerusalemme una metropolitana leggera
(che forse verrà terminata nel 2010) che collegherà i sobborghi a nord
della città con il centro urbano.
Volo: Malpensa Tel Aviv con Eurofly 320 di 180 posti (30 file di 3+3
posti) sia all'andata - (partenza alle 7.00) che al ritorno (ripartenza
alle 22.05 ore locali).
Il volo è durato 3 ore e mezza all'andata e poco più al ritorno,
intramezzato dal consueto spuntino-beveraggio offerto dalla Compagnia
di bandiera.
Alberghi:
Bali (1 categ.) a Tiberiade, per le prime due notti - Regency (4
stelle) ad Amman, per le due intermedie e Ramada (1 categ.) per le
ultime tre notti passate a Gerusalemme.
Cibo:
Sia per le cene in albergo che per i pranzi nei ristoranti (con
self-service) abbiamo trovato la nostra cucina tradizionale (riso,
piuttosto che pasta, pollo, spezzatini, pesce:ottimo quello di
S.Pietro, assaggiato in Galilea, insalate, ottime melanzane, agrumi e
dolci) e ovviamente le varie stuzzicherie locali (zuppe, salsette,
formaggi freschi, datteri).
Tempo metereologico:
Ottimo per tutto il periodo.
Valuta:
Nuovo shekel (pari a 0.18 EURO) in Israele e dinaro (pari a 0.96 EURO) in Giordania
Non s'è reso necessario acquistare la valuta locale poichè, in entrambi
i Paesi, si è potuto tranquillamente utilizzare sia l'Euro che il
Dollaro USA.
Controlli israeliani:
Come già si sapeva, i controlli all'aeroporto, al confine giordano 2-3
ore (e in parte anche a quello palestinese e al Tempio) sono stati
accurati ogni volta.
Al ritorno, ad esempio, ci sono stati questi passaggi:
- controllo orientativo sull'autobus, da parte di un giovane soldato
armato di mitra, a un posto di blocco situato a circa 500 metri
dall'aeroporto;
- in aeroporto, consegna individuale di un foglio scritto in italiano
con l'invito a dichiarare verbalmente se i nostri bagagli erano stati
preparati da noi, se li avevamo eventualmente abbandonati per qualche
tempo, se portavamo armi e coltelli.
- esame ai raggi dei bagagli da stivare.
- interrogazione sui bagagli sospetti (contenenti ceramiche od altro
materiale) individuato dal loro controllo con i raggi-x, giustificando
dove sono stati acquistati, in che numero, e apertura delle valigie in
caso di risposte non convincenti.
- controllo dei passaporti con verifica che la scadenza risultasse di
almeno 6 mesi successiva. Nell'esibirlo abbiamo richiesto il "no
stamp", onde non vederci negata la possibilità di entrare nei paesi
ostili a Israele. In tale caso l'addetto ha posto il timbro su un
foglio a parte o sul retro del biglietto aereo da utilizzarsi.
- esame del bagaglio a mano ai raggi-x e consueto attraversamento della
porta munita di metal detector. Contrariamente al divieto esistente in
Europa sui liquidi al seguito, in Israele non c'è stata obiezione nel
portarsi la bottiglietta d'acqua da mezzo litro.
Descrizione paesi:
La Galilea - a nord d'Israele - ha un paesaggio dolcissimo, molto
coltivato (si fanno anche 2/3 raccolti di grano l'anno), con fiori
d'ogni tipo (e, a detta della guida, assai spettacolari in
primavera).Il lago di Tiberiade (chiamato anche Mare di Galilea per
l'improvviso fluttuare delle acque in particolari eventi atmosferici),
che si trova in una depressione a - 210 metri dal livello del mare, è
una eccezionale risorsa per la coltura e il paesaggio della zona,
grazie all'acqua che può costantemente fornire, insieme all'uscente
Giordano, a migliaia e migliaia di condutture idriche opportunamente
installate, in quanto l'acqua piovana la si può avere solo pochi mesi
l'anno.
La Giudea, a sud, invece è meno verdeggiante e più montagnosa.
Oltre il limite dei palmeti, lungo la depressione longitudinale del
Giordano, si incontrano paesaggi con i limi di colore lunare e zone
collinari con svariate stratificazioni tettoniche.
Questi territori fanno parte della Rift Valley, la vasta depressione
che si estende dalla Siria fino al Mozambico. Il Giordano poi, nel suo
percorso, compie un dislivello di migliaia di metri dalle sue sorgenti
fino al mar Morto, che si trova a 408 m sotto il livello del mare.
Il territorio occidentale giordano visitato (est del Giordano) è invece
un altopiano prevalentemente desertico, con la maggior parte della
popolazione concentrata in poche importanti città (Amman, Irbid, Zarqa
e Kerak) o in storiche località (Gerasa, Madaba e Petra).
Dalle rive del Giordano (sotto il livello del mare) si sale rapidamente a oltre 1000 metri di altitudine di tali città.
I corsi d'acqua, presenti un tempo nelle profonde valli, sono molto scarsi e limitati al periodo saltuario delle piogge.
Gente:
- Gli ebrei non hanno un forte interesse ad abbellire la casa.
Passando, abbiamo infatti visto che la casa di Netanyahu è alquanto
modesta esternamente, situata in vicinanza della Knesset (Parlamento
israeliano). L'importante, per loro, è avere un pezzo di terra nella
loro patria, da lasciare ai propri discendenti per generazioni e
generazioni.
- La costruzione degli alloggi viene incentivata dal governo, nel senso
che lo Stato mantiene sempre la proprietà del terreno mentre la parte
sopraelevata diventa di proprietà di chi l'acquista.
- I giordani sono per la maggior parte (80%) piuttosto poveri (con un
reddito familiare che si aggira dai 300 ai 600 euro al mese, a seconda
del numero dei figli), di famiglia numerosa (7/8 componenti) e che
vivono per lo più in città, essendo desertico l'82% del territorio
nazionale.
E' un popolo giovane (l'80% con meno di 40 anni) che ha voglia di
migliorarsi, tanto che ora anche le donne sentono la necessità di
andare a lavorare. Per questo, stanno nascendo scuole private che
vengono incontro alle famiglie ad un costo contenuto.
La nostra guida - Isam (che conosce bene l'Italia per aver vissuto 3
anni - come studente - a Perugia) - coniugato con'insegnante d'inglese
che guadagna 260 euro al mese dopo 7 anni di attività, ad esempio
corrisponde alla scuola privata circa 1200 euro l'anno per gli studi e
l'assistenza di due dei suoi tre figli.
L'insegnamento statale è gratuito dai 6 ai 16 anni.
Tuttavia, nonostante la povertà, è sempre rimasta nel Paese la volontà
di formare famiglie numerose. La tradizione e il credo religioso -
mussulmano sunnita - cui aderisce il 94% della popolazione, ne è
probabilmente la causa.
Il turismo (grazie a Petra) è una fonte preziosa per il governo
giordano, tanto che negli spostamenti in autobus viene quasi sempre
garantita la presenza di un poliziotto a bordo (com'è stato in effetti
anche per noi), in modo di dare più sicurezza ai turisti.
I beduini della Giordania:
Riporto quanto ci ha riferito la nostra guida, che li ha conosciuti e frequentati da vicino.
- Rappresentano il 6% della popolazione e vivono sotto le tende, nel deserto, in prossimità di una sorgente d'acqua.
- Rimangono nello stesso posto finchè non finisce l'acqua.
- Sono persone perbene, dotate di un alto senso di altruismo, di
fedeltà e di generosità. Per queste caratteristiche, un buon numero di
essi è stato reclutato nel corpo militare delle "guardie reali"
- Pur vivendo isolati, sono registrati anagraficamente.
- I figli vanno a scuola per mezzo di un pulmino che il governo giordano si preoccupa di mettere a loro disposizione.
- Non accettano denaro dall'ospite e non gli chiedono chi sia (almeno
fino al 3° giorno) e neppure perchè è capitato da quelle parti.
- Vivono in tribù (sino a 200 tende).
- Hanno un capo-tribù che solitamente è il più anziano o quello che ha
maggiori disponibilità economiche e che può aiutare la gente. Questi
viene rispettato da tutti.
- All'arrivo dell'ospite, viene offerto il caffè arabo (bollito per 3
ore), il quale è prima assaggiato dal capotribù, in segno di garanzia,
e poi dall'ospite che, in segno d'amicizia, non lo deve o dovrebbe
rifiutare.
- Non hanno logicamente la televisione, ma fra loro fraternizzano e
discutono a lungo d'ogni cosa. I più anziani offrono di buon grado i
migliori consigli ai giovani privi d'esperienza.
- Vivendo all'aperto, con aria e acqua più pulite, riescono meglio a
sopportare le malattie e eppoi sanno curarsi senza le medicine, usando
le radici del deserto. Per esempio, contro il mal di pancia, usano –
con successo - il tè alla salvia.
- Vanno a caccia, a cavallo, e vivono di prodotti del latte (yoghurt,
formaggi e burro) che commerciano con alimenti e altro che non possono
avere.
- Si divertono con la musica, suonando il violino.
- Di religione sono mussulmani sunniti.
Curiosità:
In Israele
- La scrittura ebraica ed araba è opposta alla nostra, in quanto si
procede da destra a sinistra, salvo i numeri che vengono scritti nella
nostra stessa direzione.
- Sullo stipite delle porte israeliane ed in albergo, viene messa – di
norma - la "mezuzah", un'astuccio - contenente un rotolino con precetti
della Sacra Scrittura - invitante alla preghiera.
- l'abbigliamento dell'ebreo osservante è composto da un vestito
rigorosamente nero e dalla camicia bianca, un cappello altrettanto nero
e largo che copre il kippah, la tipica papalina indispensabile per la
preghiera. I capelli scendono ai lati del volto, spesso ondulati e
annodati con treccine. Si notano infine astucci che pendono dalle
braccia e dalla fronte e frangie dagli angoli dei vestiti come
promemoria dei precetti e l'immancabile barba. Le donne di stretta
osservanza non portano assolutamente i pantaloni ed hanno anch'esse un
cappellino in testa, camicie a mezze maniche e gonna sotto il ginocchio.
- al tramonto di venerdì inizia per gli ebrei lo shabbat che termina
alla stessa ora del giorno successivo. A ricordo del riposo di Dio dopo
la creazione, non si deve assolutamente lavorare (i negozi sono chiusi)
. I più osservanti arrivano persino a non premere gli interruttori
della corrente, secondo il precetto biblico che prevede di non
accendere fuochi di sabato. Si è saputo che in certi alberghi c'è un
automatico funzionamento degli ascensori che salgono e scendono
ininterrottamente i piani aprendo e chiudendo le porte.
- in campo alimentare gli ebrei osservanti non mangiano carne di
animali impuri (coniglio,maiale, cavallo, cammello) e inoltre non
possono consumare durante lo stesso pasto latticini e carne.
- il sicomoro di Gerico, che pare non riesca a crescere in altre parti del mondo.
In Giordania
-le case giordane (a parte quelle della capitale Amman) risultano per
la maggior parte incomplete. Si vedono chiaramente i pilastri in
cemento armato che fuoriescono dopo i vari piani, forse nell'intento di
costruirne altri in futuro, allorchè si avranno più soldi da spendere.
- il colore beige, che è il solo adottato nelle facciate di tutte le case di Amman.
- a Petra i beduini stanziali del posto (che non sono gli autentici
beduini del deserto) si sono divisi i compiti: nel primo tratto vi sono
quelli a cavallo e quelli che portano il calesse, nel secondo (zona del
Tesoro) quelli che gestiscono i dromedari e nel terzo quelli che
utilizzano i muli per le salite impegnative.
Cosa mi ha affascinato di più:
- la splendida Jerash (la Pompei del Medio Oriente) con l'Arco di
Trionfo di Adriano, le Mura dell'ippodromo, la Piazza Ovale attorniata
da 56 colonne ioniche, il Cardo Maximus di 800 metri con 500 colonne
tuttora erette, il Teatro Sud, il Ninfeo,il Tempio di Artemide.
- l'affascinante Petra con le incredibili e multiformi colorazioni di
arenaria rosa del suo Siq, lungo 2 Km, formatosi da una spaccatura,
l'acquedotto scavato nella roccia, la facciata del Tesoro alta 40
metri, il Teatro e la Tomba dell'Urna, la Tomba Palazzo che abbiamo
visto solo da lontano.
- il pediluvio nel Mar Morto (con un'acqua talmente oleosa da riuscire
a rendere una pelle fresca come quella di un neonato) anche se poi ho
dovuto – al rientro a casa - eliminare i pantaloni – rialzati a mezza
gamba - che s'erano un po bagnati nella fase di immersione (in quanto
irrecuperabili in tintoria).
- Gerusalemme, per le belle viste panoramiche, godibili dai vari colli,
e per le sue stupende luci notturne. Grandioso e di grande fascino è il
ponte Calatrava, recentemente inaugurato, che raffigura un'arpa (quella
di Re Davide) inclinata sulla città, grazie ad un pilone di 118 metri
di altezza collegato a 66 cavi di acciaio.
Cosa non mi è piaciuto:
- il commercio smodato e l'enorme afflusso di pellegrini e turisti in
prossimità e dentro i Luoghi Santi, tanto da preferire decisamente -
per un autentico cammino spirituale - un eremo delle nostre parti,
quale potrebbe essere quello di Subiaco o di altri mistici Conventi
dell'Umbria e della Toscana.
Certamente, il nostro, non è stato un vero e proprio pellegrinaggio
religioso, ancorchè si siano visitati tutti i Luoghi Santi in cui è
apparso Gesù, in quanto è stato dato ampio risalto anche alla parte
culturale e turistica di città come Petra e Jerash, che meritano
sicuramente anche più del tempo che abbiamo loro dedicato.
Peccato - alla fine - che il viaggio sia durato troppo poco per le
molteplici altre cose che potevano essere ulteriormente viste ed
apprezzate (penso in particolare a Masada e al Monte Tabor in Terra
Santa e al Wadi Rum e alla Piccola Petra in Giordania).
Chissà che non ci sia un'altra possibilità in futuro ...
Mai dire mai ;-)
Un cordiale saluto a tutti,
Sergio :-)
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